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10 volte perché le startup hanno valore. Anche in Italia

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Sempre più spesso le aziende “tradizionali” esprimono il bisogno di innovare se stesse e il loro modo di produrre. Di frequente, purtroppo, la risposta a questa necessità è parziale, se non sbagliata.

Eppure, il mondo dell’imprenditoria ha a disposizione una risorsa incredibile, che deve imparare a sfruttare: le startup. Le “aspiranti imprese” sono un interlocutore indispensabile per quelle tradizionali, malgrado spesso si creda che il valore scorra solo in una direzione. E’ indubbio che questi due mondi devono imparare a conoscersi meglio, devono far crescere la  loro capacità di interfacciarsi.

L’apporto che la grande azienda fornisce a quella che si sta formando è, nella maggior parte dei casi, basato sul capitale. Ma di contro, il valore che può ricevere in cambio non è solo patrimoniale o economico. Le startup sono in grado di portare benefici su molti piani alle imprese “consolidate”: innovare la cultura interna, intercettare in anticipo nuovi trend tecnologici e di business, scoprire mercati innovativi, trovare spunti per business creativi.
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Non ci credete? Provate a scorrere questa lista!

1. Una startup è un  laboratorio “agile”, capace di lavorare velocemente su un progetto in maniera autosufficiente fino a trasformarlo in prodotto/servizio scalabile. Gli startupper sono abituati a lavorare sul piccolo: piccoli team, progetti precisi, metodi agili, cioé ad alta concentrazione di valore e zero spreco di tempo e risorse.
2. Avere in azienda un team che lavora secondo metodi Lean è come piantare un seme. Questi metodi di lavoro si propagano attraverso il tessuto produttivo dell’azienda, per “contaminazione”.
3. La startup è un vero e proprio concentrato di innovazione. Gli startupper stanno sempre sul punto alto dell’onda, si muovono velocemente grazie alla struttura snella e modificano le loro organizzazioni in tempo reale, producendo innovazione.
4. Reazione a catena sulle persone: la startup è il team. E questo significa che le “risorse umane” sono persone davvero “involved” nel processo produttivo. Le persone che lavorano nelle aziende tradizionali e hanno perso, col tempo, l’adesione al progetto, vengono facilmente contagiate dal modi di lavorare “in start up”, scoprono di nuovo il valore del loro contributo al processo.
5. Gli startupper sono giovani, e sono cresciuti in un mondo già cambiato. Nativi digitali? Non soltanto. Pensate al valore che può avere il nascere, come imprenditori, in un mondo “mobile” senza dover cambiare le proprie logiche.
6. Hanno skill fondamentali per lo sviluppo e la crescita. La formazione è cambiata, e i nuovi imprenditori sono la generazione che si è formata avendo come punti di riferimento fondamentali internet, il confronto con l’internazionalità, i metodi agili ed empirici.
7. Hanno contatti con tutto il mondo ed è col mondo intero che si confrontano.
8. Conoscono il valore del tempo, la capacità di stabilire priorità e il senso del fail fast.
9. Sono addestrati a gestire le proprie risorse e a misurare i risultati con precisione. Per loro, non conta l’idea, ma la sua realizzazione.

10. Nascono condotti dai numeri e dalle metriche di business.  A partire dal controllo di gestione, fino alle piu’ complesse dashboard di Kpi’s hanno sempre sotto controllo i propri parametri, nel bene e nel male.

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Questi sono i presupposti del lavoro svolto all’interno di Nana Bianca e che viene trasmesso alle decine di aziende che visitano l’acceleratore fiorentino in cerca di ispirazione e innovazione. Una delle ultime exit dell’ecosistema Nana Bianca è stata la cessione di Pop.it ad Aruba.  Pop.it è stato realizzato e messo sul mercato in circa due anni per dimostrare che si può innovare anche in settori digitali consolidati come quello della registrazione dei domini.  Team agili e veloci hanno sviluppato le interfacce del prodotto pensando ad un utilizzo da parte di un pubblico ampio e non solo di nerd o sistemisti.  Aruba ha apprezzato la freschezza ed il posizionamento del prodotto e del team integrandolo nei propri processi di sviluppo interno.

In poche parole, portarsi una startup in azienda significa creare un “reparto” ricerca e  sviluppo invidiabile, un patrimonio difficilmente quantificabile, in termini di competenze, vision e approccio al fare impresa. Qualche dubbio sulla reddittività dell’investimento?

AUTHOR

Nana Bianca

All stories by: Nana Bianca