PrimoRound, la startup che rivoluziona il concetto di evento

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Capita a tutti di distrarsi durante un evento a cui si sta partecipando, magari si butta un occhio al telefono per controllare mail o Facebook e intanto si perde il filo del discorso. Sarebbe molto più facile seguire se si potesse interagire con lo speaker proprio tramite quello smartphone che ora invece ci distrae, vero?  La stessa cosa hanno pensato i fondatori di PrimoRound quando hanno deciso di lanciare la loro innovativa startup che vuole reinventare il concetto di evento. PrimoRound infatti fornisce uno strumento per le presentazioni che permette allo spettatore di interagire direttamente con lo speaker dell’evento tramite il suo smartphone o tablet. La startup, fondata nel 2012 da Marco Regazzo, Moreno Balcon, Roberto Baldin e Giorgia Galiazzo, ha già ricevuto un primo finanziamento da Club Italia Investimenti 2 che ha subito creduto nel progetto.

Per saperne di più abbiamo intervistato Marco, uno dei fondatori.

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Prima di fondare primo round mi occupavo gà di organizzare eventi così come mi capitava di partecipare per interesse personale o professionale a workshop e/o incontri di presentazione prodotti. In tutti questi contesti erano più le teste chine sul telefonino a leggersi la posta o giocare a Candy Crush Saga, che quelle attente a seguire l’evento. Così mi sono chiesto se non fosse possibile sfruttare gli smartphone degli utenti in maniera positiva per l’evento e non solo come elemento di distrazione.  Poi è arrivata una ricerca americana che ha dimostrato che il nostro tempo di attenzione tra uno sguardo al telefono e l’altro è di appena 6 minuti e BAM! mi sono reso conto che stavamo andando nella direzione giusta.


  • Ci spieghi esattamente come funziona PrimoRound?

E’ semplice, PrimoRound serve a distribuire contenuti direttamente sugli smartphone o sui tablet dei partecipanti a un evento. All’inizio dell’evento il giorno prima via mail, mandiamo ai partecipanti il link della presentazione interattiva e loro possono accedere direttamente dal browser senza dover perdere tempo a scaricare app dedicate. Da quel momento in poi l’utente è connesso all’evento e può interagire con i contenuti secondo una serie di modalità che sono state predisposte da chi ha organizzato l’evento. In questo anno circa abbiamo creato molte attività interattive e adesso è un po’ come il gioco dei Lego dove in funzione di quello che vuoi costruire scegli i mattoncini che ti interessano; nel frattempo noi continuiamo a creare mattoncini di nuove forme e colori.


  • Quali sono principalmente gli eventi nel vostro target?

Essenzialmente tre:

– eventi di formazione professionale in cui la piattaforma è utilizzata per verificare se il pubblico sta comprendendo l’argomento o per creare attività di lavoro di gruppo. Una delle cose più interessanti che abbiamo fatto in questo ambito è la possibilità di inviare informazioni diverse ai vari partecipanti per attivare sessioni di role playing o di collaborative learning nel contesto di formazione di gruppo.

– eventi di marketing e di presentazione di prodotti in cui l’elemento più sfruttato è la possiilità di avere feedback personalizzati e dettagliati da ciascun singolo partecipante, il che è utile sia durante l’evento ma anche e soprattutto nei successivi follow up commerciali per avere una migliore comprensione del singolo potenziale cliente.

– conferenze stampa e eventi di promozione B2C in cui si sfrutta molto il “fattore wow” di trovarsi a partecipare a un format innovativo e diverso dal solito. In quest’ambito siamo particolarmente vulcanici anche con la parte “fisica” dell’evento e abbiamo integrato nella piattaforma tavoli multitouch o sistemi di proiezione creati ad hoc o live streaming e regia video per rendere ancora più particolare e indimenticabile l’evento specifico.

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  • Ci fai un esempio di una particolare soluzione che proponete per coinvolgere l’utente?

Ti faccio un esempio molto “startupparo”: all’evento di MIlano in cui ci siamo conosciuti c’erano circa 30 startup che presentavano le loro idee, in gergo sai che si dice “Pitch”. Bene, il pitch è una presentazione molto particolare perchè hai 3/5 minuti per dire tutto ma proprio tutto e poi altri 3/5 per rispondere a delle domande… in così poco tempo è difficile poter interagire con il pubblico. Qello che abbiamo fatto in quell’occasione è attivare i like come elemento di feedback veloce, e chiedere al termine di ogni pitch un rating da 1 a 5 su come era andato; questi due elementi sono molto utili per far capire a chi ha “pitchato” come è andato. Un’altra cosa che è successa in quell’evento è che alcuni partecipanti hanno fatto domande e commenti sul pitch grazie a Primo Round e i founder hanno potuto rispondere anche a pitch finito, continuando così a dialogare con i loro potenziali investitori. Infine, i più interessati a ciascuna startup, hanno potuto anche segnalare la richiesta di un appuntamento onte-to-one per conoscere meglio l’idea e la startup…. più interattivi di così.

CII2 è arrivata al momento giusto: a luglio avevamo una demo funzionante  e avevamo fatto un po’ di eventi di test in giro per l’Italia, se non ricordo male erano una quindicina; avevamo un buon potenziale ama ancora tutto da dimostrare dal punto di vista di metriche e della possibilità di generare revenues “serie”. A fine anno, grazie anche ai suggerimenti dei nostri nuovi partner, siamo arrivati a 40 eventi e un fatturato in soli 4 mesi che ci ha consentito di chiudere l’anno in pareggio, e tu sai quanto sia importante per una startup riuscire ad arrivare il più velocemente possibile al Cash Flow Positive. In tutto ciò credo che l’apporto di competenze, di capacità imprenditoriale e di networking che ci ha portato CII2 pesi tanto quanto, se non addirittura di più, del capitale sociale che ha sottoscritto.

AUTHOR

Nana Bianca

All stories by: Nana Bianca