chi-carol-sente-crowdfunding-1871-20150302

Startup e crowdfunding: parola d’ordine, semplificare!

  • 0

Qual è il primo ostacolo per lo sviluppo? Risposta facile, se chiedete a chi lavora nel mondo delle startup e del crowdfunding: i vincoli burocratici.  Se per la creazione di una impresa innovativa tanto è stato fatto (basta pensare alla semplificazione portata dal “decreto Startup“), molto resta da fare sul piano del sostegno economico alla crescita, in particolare nel campo dell’equity crowdfunding.

La Consob ha aperto nei giorni scorsi una consultazione per avere dal mercato indicazioni e suggerimenti. Equity Crowdfunding (che riunisce 11 delle 14 piattaforme autorizzate) sottolinea attraverso il suo presidente, Alessandro Maria Lerro, la necessità di modificare il regolamento.

“Sono due anni – ha spiegato Lerro in un intervento a Economyup.it – che la normativa è bersaglio di critiche per la complessità burocratica che affligge chi voglia effettuare un investimento. Il Regolamento attuale è un forte limite all’impiego di questo innovativo strumento finanziario”.

Dove nascono le complicazioni? Il problema più grande è la soglia massima di investimento esente dalla profilazione dell’investitore: 500 euro per il singolo finanziamento e 1000 per il totale annuo se a investire è una persona fisica, 5mila per singolo ordine e 10mila per il complessivo annuale nel caso di persona giuridica. Quando si vuole investire di più, si diventa “soggetti a profilazione” esattamente come se si acquistano dei BOT, obbligazioni, fondi di investimento. In altre parole: complicazioni, lungaggini, costi aggiuntivi.

Non stupisce che la prima richiesta è quella di alzare la soglia pensata per l’esenzione ad almeno a 10mila euro per il singolo investimento, eliminando il limite annuo e la differenziazione tra persone fisiche e persone giuridiche, per facilitare davvero la partecipazione al crowdfunding via internet.

10mila euro è il valore medio dell’investimento sulle piattaforme di equity crowdfunding internazionali ed è la cifra consentita per l’esportazione non vincolata a particolari procedure: in altre parole, si possono investire senza problemi 10mila euro se si scelgono progetti proposti da piattaforme di crowdfunding estere. E’ incomprensibile – sottolinea Lerro – perché i cittadini italiani siano liberi di creare valore all’estero, esportando ricchezza, ma abbiano tanti vincoli ad investire nello sviluppo del loro Paese e nella creazione di posti di lavoro in Italia”.

AUTHOR

Nana Bianca

All stories by: Nana Bianca