Giovani artisti digitali nell’open space di Nana Bianca

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Alzare gli occhi dal monitor e incrociare la luce naturale che entra dalle grandi finestre, il verde del giardino che si arrampica fino al primo piano, i blu profondi e mutevoli del pavimento dipinto in resina, ma anche emozioni artistiche espresse in una “lingua” che ti appartiene, quella parlata da chi si esprime col digitale: le opere di Bonici, Raffaelli e Basilé spiccano sulle grandi pareti bianche.

Capita, se si lavora in Nana Bianca :)

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“Notti tese” – Luisa Raffaelli

Il design e la struttura dello spazio influiscono sulla felicità di chi lo vive. Lo dicono gli esperti e lo conferma il buon senso: per questo Nana Bianca ha deciso di “regalarsi” una gallery di arte digitale.

Rendere più confortevole l’ambiente in cui si lavora è un obiettivo che i founder di Nana Bianca hanno nel DNA. Per Paolo, Alessandro e Jacopo, architetti, la ricerca dello spazio perfetto comincia nella sede storica di Dada in Borgo degli Albizi, continua negli spazi coloratissimi di largo Annigoni e compie un altro salto in avanti nella ex-fabbrica di Nana Bianca.

Qui, il progetto dello spazio fisico è strettamente connesso a quello imprenditoriale: la creazione di un acceleratore per start up innovative. Alla base di tutto, la volontà di costruire un luogo dove sia possibile lavorare, scambiare conoscenze e idee, crescere e far crescere. “L’idea” Nana Bianca aveva bisogno del “luogo” Nana Bianca.


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“Notti tese” – Luisa Raffaelli

Dopo aver scelto il luogo, definito spazi, progettato gli arredi, valorizzato gli esterni, a Nana Bianca si è anche deciso di creare una piccola galleria, esponendo sulle pareti dell’open space al primo piano una collezione di quadri molto particolari. 


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“Non ti sento” – Matteo Basilè

Sulle pareti della sede, al momento, sono presenti “Venere”, di Benedetta Bonichi (2005, stampa digitale su alluminio), “Notti tese” di Luisa Raffaelli (2007, pittura digitale, due opere nei formati 105×100 e 113×100), “Non ti sento” di Matteo Basilè (1999, Stampa lambda su alluminio).

Benedetta Bonichi è un’artista romana conosciuta per i suoi lavori in x-ray in cui coniuga tecnologia, sensualità e ironia. Ha un curriculum internazionale con mostre recenti al Museo d’arte contemporanea di San Paolo in Brasile, all’Avana a Cuba e all’Istituto Italiano di Cultura di New York, oltre a varie esposizioni in Italia.

Luisa Raffaelli è artista e architetto. Vive a Torino. Il suo lavoro di pittura digitale, basato su una figura femminile non tradizionale immersa in contesti architettonici molto contemporanei, parte da una base fotografica aggiungendo digitalmente elementi che si possono considerare “pittorici”.

Matteo Basilè, romano, classe 1974, è il più conosciuto del gruppo. E’ forse l’artista italiano della sua generazione con il curriculum più corposo ed importante. Già tre biennali di Venezia all’attivo e una serie infinita di mostre personali e collettive in tutto il mondo. Le sue fotografie, basate su un’iconografia spiazzante, intrise di una spiritualità atipica, tra il barocco e Pasolini, fanno ormai parte della storia dell’arte italiana degli ultimi vent’anni.


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“Venere” – Benedetta Bonichi

Le opere arrivano da Sergio Tossi Arte, uno studio di progettazione e curatela mostre che ospita anche eventi culturali legati principalmente all’arte, alla letteratura e alla musica. Lo spazio Si chiama Zona B ed è a Firenze, in via della Chiesa 36r.

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Nana Bianca

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