Design, educazione, tecnologia e… divertimento!

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Elena Favilli, toscana, classe 1982, laureata in Semiotica a Bologna, un passato da giornalista, vincitrice del premio Working Capital 2010. Francesca Cavallo, pugliese, classe 1983, laureata in Scienze Umanistiche per la comunicazione alla Statale di Milano. Autrice e regista teatrale. Dall’unione delle loro creatività è nata Timbuktu, startup nella quale NanaBianca crede e investe, anche assieme a H-Farm, e che sta costruendo la nuova generazione di prodotti editoriali digitali per bambini.

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“Io e Francesca – racconta Elena – ci conoscevamo già dal 2006. L’idea di Timbuktu è nata dalla mia tesi. Ho fatto l’ultimo anno di laurea specialistica a Berkeley, dove studiavo soprattutto le nuove forme di giornalismo online”.

Da una tesi a una start up un po’ di strada da fare c’è…
– Una volta tornata in Italia, la mia tesi è stata selezionata da Working Capital per partecipare al loro concorso e trasformare il mio progetto di ricerca in un’idea d’impresa. Era l’inizio del 2010, l’iPad stava per uscire e per chi come me era appassionato di editoria, giornalismo e tecnologia non poteva esserci momento migliore per iniziare a sperimentare su un progetto per costruire il magazine del futuro! Era chiaro che i tablet avrebbero cambiato l’editoria, e in generale l’accesso ai contenuti, per sempre.

Come mai una giovane giornalista punta sui bambini?
– L’editoria per bambini, in particolare i picture book, erano sempre stati una mia grande passione e mi interessava molto studiare quale sarebbe stata l’evoluzione di quel formato su tablet.

L’incontro con Francesca ha aiutato ad andare in quella direzione, giusto?
– Francesca in quel periodo stava insegnando teatro a un gruppo di bambini e più lei mi raccontava della facilità con cui li vedeva interagire con gli iPhone più mi convincevo che l’idea di un iPad magazine per bambini era la scelta giusta. Alla fine al concorso di Working Capital nel giugno 2010 ho presentato Mag.0, il progetto per un iPad magazine per bambini, e ho vinto la borsa di studio da 20.000 euro. Con quei soldi ho messo insieme un piccolo gruppo di persone e ho iniziato a lavorare a un primo prototipo. Francesca naturalmente è stata la prima persona che ho coinvolto.

Cos’è Timbuktu?
Timbuktu si pone all’incrocio tra design, educazione e tecnologia. Costruiamo prodotti che siano belli e divertenti da usare per i bambini, ma anche per gli adulti, perché crediamo profondamente che il processo di apprendimento e conoscenza del mondo possa essere rivoluzionato davvero solo se coinvolgono anche i genitori. Timbuktu Magazine è soltanto il nostro primo prodotto, stiamo gettando le basi per una costellazione di altri prodotti digitali costruiti a partire dai suoi personaggi che coinvolgeranno i bambini in tutte le esperienze di apprendimento e scoperta più importanti.

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Progetti per il futuro?
– Quello che immaginiamo per il futuro è un mondo in cui Timbuktu avrà affermato attraverso i suoi prodotti un nuovo modello educativo, fondato sui valori che sono alla base del nostro lavoro quotidiano, come immaginazione, qualità e coraggio.

Il giorno più bello di Timbuktu?
– È difficile trovare il giorno più bello in assoluto, ce ne sono continuamente! Fare una startup è una delle cose più entusiasmanti che ti possano capitare nella vita e noi ci sentiamo molto privilegiate per questo. Costruire un’impresa da zero è uno dei lavori più creativi e intellettualmente stimolanti che esistono, e allo stesso tempo è anche una delle cose politicamente più alte che puoi fare, perché ti permette di trasformare in concreto e per il meglio la società in cui vivi.

E il più brutto?
– Il giorno più difficile… Anche qui ovviamente ce ne sono molti, perché comunque il percorso di una startup non è mai lineare. Forse il momento più difficile per noi è stato quello immediatamente successivo alla fine del programma di 500startups e al lancio del nuovo prodotto. Avevamo lavorato tantissimo sulla nuova versione di Timbuktu e ovviamente eravamo convinte di avere fatto tutte le scelte giuste! Invece gli utenti si sono lamentati della modalità di pagamento che avevamo introdotto e della cadenza che avevamo scelto per l’aggiornamento dei contenuti. Quella fase lì è stata dura, ma siamo stati abbastanza forti da rimettere rapidamente in discussione molte scelte e modificare il prodotto sulla base del feedback e dello user testing che facevamo con genitori, insegnanti e bambini. E i risultati finalmente stanno arrivando! La settimana scorsa abbiamo lanciato il nuovo Timbuktu e sta andando molto bene!

AUTHOR

Nana Bianca

All stories by: Nana Bianca